POF

Il Piano dell'Offerta Formativa  (POF 2018) è il documento fondamentale che esplicita la progettazione unitaria e complessiva della scuola primaria e della scuola dell’infanzia del Circolo.

 

Esso è finalizzato a migliorare la qualità del servizio, sia sul piano dell'organizzazione curricolare sia sul piano della progettazione extracurricolare riguardante iniziative rivolte all'arricchimento dell'offerta formativa nei confronti degli alunni.

 

Il POF assume significato e rilevanza alla luce delle profonde trasformazioni e dei processi innovativi che attraversano il sistema scolastico sotto il segno dell'Autonomia.

 


È opportuno sottolineare con forza, sin da ora, che finalità essenziale di un lavoro di progettazione puntuale, dettagliato e definito con precisione in ogni sua parte, è quella di permettere il controllo funzionale del progetto stesso, a garanzia ai una reale efficacia degli interventi e per tutelare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e nell'erogazione del servizio.
A questo occorre aggiungere una forte integrazione tra le politiche educative e quelle del lavoro in un più stretto rapporto tra la scuola e mondo della produzione, valorizzando il fare e l'agire. Attraverso il potenziamento della dimensione europea dell'istruzione e della formazione sarà possibile individuare standard e parametri comuni, garantire interventi di valutazione, di monitoraggio e di verifica costanti e puntuali e rendere effettiva l'inclusione sociale e la valorizzazione delle eccellenze.
Docenti motivati ed altamente qualificati sono essenziali per garantire ai giovani una buona istruzione. Le nuove aspettative e le sfide con cui gli insegnanti di tutta Europa si devono confrontare dimostrano quanto essi si trovino al centro del dibattito politico in  materia di istruzione.
Essi sono "attori chiave di tutte le strategie intese a stimolare lo sviluppo della società e dell'economia", come si afferma nel programma approvato dal Consiglio Europeo di Barcellona.
 
 
SCHEMA DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA PROPOSTA PER IL POF
La “VISION” condivisa
 
Una scuola che si dia un assetto culturale, all'interno del quale la dimensione disciplinare di base e la visione reticolare dei saperi trasversali e dei collegamenti fra le diverse aree siano orientate ad individuare criteri più mobili di aggregazione delle conoscenze ecompetenze e costituiscano i poli di un campo di tensioni costruttive, sostenute da un comune impegno di ricerca e nella quale non venga solo privilegiato il pensiero convergente che, non lasciandosi influenzare dagli spunti della creatività, tende all'univocità della risposta a cui tutte le problematiche vengono ricondotte, ma si educhi al pensiero divergente, capace di soluzioni molteplici ed originali e che, per pervenire alla soluzione dei problemi, tenda a riorganizzare gli elementi anche disordinando produttivamente i termini del problema.
 
La nostra vision

Una scuola per tutti e per ciascuno sveglia ed attenta al futuro

? La scuola ascolta, osserva prima di progettare ? Pensa ai bisogni collettivi e a quelli individuali

? Ha un’organizzazione rigorosa per rassicurare ed allo stesso tempo è flessibile sotto il profilo didattico realizzando un apprendimento frutto di un processo e non di un percorso

? Prevede il coinvolgimento consapevole e partecipativo dei soggetti che vengono a scuola per crescere ed imparare Ecco perché la scuola deve orientare

 

La nostra  mission

La mission è la trasformazione del pensiero ideale in azione. La mission della scuola è fortemente connessa con la vision e, progressivamente, può diventare punto di fusione tra le risorse più competenti e importanti della scuola. Una mission, sapientemente adottata e costruita, dà senso e sostanza alle idee sull’infanzia e l’adolescenza, alle idee di sapere e di futuro, alla funzione degli adulti e dell’educazione, al ruolo attivo della motivazione e della formazione La nostra mission Acquisizione di un’identità culturale consapevole

? Accogliere, formare, orientare tra esperienza ed innovazione

? Alunni protagonisti nell’affermazione della cultura della legalità e nella realizzazione di una convivenza democratica che assicuri il rispetto di tutti i diritti dell’infanzia

? Proficuo utilizzo delle competenze per un’efficace gestione del capitale individuale

? Docenti capaci di essere e di esserci
 

Ubicazione E Bacino D’utenza
 
Il  2° Circolo Didattico di Ercolano “F. Giampaglia” è ubicato alla via Semola,6 nei pressi del casello autostradale di Ercolano, in una zona a ridosso del centro cittadino del rione di “Pugliano”.
I bambini che frequentano il 2° Circolo di Ercolano vivono in prevalenza nel quartiere di Pugliano/Resina, il cui contesto socio-culturale ed economico  è medio basso. Sono presenti famiglie con scarso o inesistente reddito appartenenti alle fasce a massimo rischio di esclusione culturale e sociale. Bassa è l’offerta sul mercato del lavoro che condiziona forme di lavoro nero che investe anche i minori. 
Nelle famiglie è persistente una scarsa motivazione culturale ed una scarsa attenzione da parte dei genitori ai tempi ed alla qualità della vita dei bambini.
Dai monitoraggi effettuati si evince che il 60% dei bambini presenta varie forme di disagio e/o di malessere, che si ripercuotono sulle attività didattiche.
Sono presenti infatti:

  1. Bambini con gravi carenze affettive (lontananza di uno o di entrambi i genitori perché in istituti penitenziari o assenti per lavoro);
  2. Bambini affidati ad altre famiglie;
  3. Bambini che vivono varie forme di sopruso, violenza e/o abusi;
  4. Bambini con diverse forme di disagio: bullismo, aggressività, forme preautistiche;
  5. Bambini con scarsa socializzazione.

 
E’ necessaria quindi una diagnosi precoce e professionale per l’attivazione di strategie educative e didattiche ed interventi mirati ed individualizzati, per il recupero dei bambini sin dalla scuola dell’infanzia.
In assenza di risorse del territorio, la scuola, quale agenzia di aggregazione e di accoglienza più prossima alle famiglie, si propone come :

  1. Luogo di coesione sociale scuola-famiglia-territorio;
  2. Luogo di ricerca per la costruzione dell’identità del bambino nel proprio ambiente di vita;
  3. Luogo di attenzione, valorizzazione e tutela della qualità della vita e dell’ambiente;
  4. Luogo di riconoscimento della propria identità culturale;
  5. Luogo di riconoscimento di altre identità culturali;
  6. Luogo di ricerca per la formazione di un pensiero interculturale.