POF

Visualizza il testo con caratteri grandi Visualizza il testo con caratteri medi Visualizza il testo con caratteri medi

Il Piano dell'Offerta Formativa (vedi POF 2011/2012) è il documento fondamentale che esplicita la progettazione unitaria e complessiva della scuola primaria e della scuola dell’infanzia del Circolo.

 

Esso è finalizzato a migliorare la qualità del servizio, sia sul piano dell'organizzazione curricolare sia sul piano della progettazione extracurricolare riguardante iniziative rivolte all'arricchimento dell'offerta formativa nei confronti degli alunni.

 

Il POF assume significato e rilevanza alla luce delle profonde trasformazioni e dei processi innovativi che attraversano il sistema scolastico sotto il segno dell'Autonomia.

 


È opportuno sottolineare con forza, sin da ora, che finalità essenziale di un lavoro di progettazione puntuale, dettagliato e definito con precisione in ogni sua parte, è quella di permettere il controllo funzionale del progetto stesso, a garanzia ai una reale efficacia degli interventi e per tutelare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e nell'erogazione del servizio.
A questo occorre aggiungere una forte integrazione tra le politiche educative e quelle del lavoro in un più stretto rapporto tra la scuola e mondo della produzione, valorizzando il fare e l'agire. Attraverso il potenziamento della dimensione europea dell'istruzione e della formazione sarà possibile individuare standard e parametri comuni, garantire interventi di valutazione, di monitoraggio e di verifica costanti e puntuali e rendere effettiva l'inclusione sociale e la valorizzazione delle eccellenze.
Docenti motivati ed altamente qualificati sono essenziali per garantire ai giovani una buona istruzione. Le nuove aspettative e le sfide con cui gli insegnanti di tutta Europa si devono confrontare dimostrano quanto essi si trovino al centro del dibattito politico in  materia di istruzione.
Essi sono "attori chiave di tutte le strategie intese a stimolare lo sviluppo della società e dell'economia", come si afferma nel programma approvato dal Consiglio Europeo di Barcellona.
 
 
SCHEMA DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA PROPOSTA PER IL POF
La “VISION” condivisa
 
Una scuola che si dia un assetto culturale, all'interno del quale la dimensione disciplinare di base e la visione reticolare dei saperi trasversali e dei collegamenti fra le diverse aree siano orientate ad individuare criteri più mobili di aggregazione delle conoscenze ecompetenze e costituiscano i poli di un campo di tensioni costruttive, sostenute da un comune impegno di ricerca e nella quale non venga solo privilegiato il pensiero convergente che, non lasciandosi influenzare dagli spunti della creatività, tende all'univocità della risposta a cui tutte le problematiche vengono ricondotte, ma si educhi al pensiero divergente, capace di soluzioni molteplici ed originali e che, per pervenire alla soluzione dei problemi, tenda a riorganizzare gli elementi anche disordinando produttivamente i termini del problema.
 
La “MISSION” possibile
 
Affinché la realtà sia compresa e le conoscenze verificate; si ha il profondo bisogno sociale di una scuola quale laboratorio aperto sul territorio abitato dagli alunni e dai loro docenti nella comunità a cui appartengono perché ne ravvedono l'identità e, quindi, l'appartenenza.
Una scuola che abbia per obiettivo generale la risposta ai bisogni formativi dell'utenze ristruttura le aree dei saperi, rivedendo l'epistemologia delle discipline e ponendo al centro dell'azione didattica i processi di costruzione delle conoscenze re-interpretate, alla luce delle esigenze maturate in una società multiculturale, facendo riferimento ai bisogni fondamentali della persona, bisogni che, rapportati alle discipline portano a porre l'accento sui filoni: antropologico - valoriale, linguistico - comunicativo, storico - geografico, artistico - scientifico - e tecnologico espressivo.
Lo studio delle discipline è visto dalle tre angolazioni naturali del prisma epistemologico:

  • Pluridisciplinarità, accostamento a carattere sommativo di discipline diverse, che si mantengono distinte, in relazione al medesimo oggetto materiale ed al medesimo problema da risolvere.
  • Interdisciplinarità, integrazione di discipline che interagiscono fra loro anche nella struttura metodologica e concettuale.
  • Transdisciplinarità, unificazione di più discipline in un unico sistema di ricerca e concettualizzazione al fine di trattare gli elementi che le attraversano e che prescindono dalla specificità di ognuna.

Il sistema scuola del terzo millennio è un sistema aperto inter-agente con l'ambiente che è oltre il portone della comunità educativa; è un sistema che si sostanzia in due sottoinsiemi inter-dipendenti, vicini e coesi: quello interno del teaching, learning e managing e quello esterno del contesto territoriale.
Ciascun blocco funzionale è strettamente interconnesso, nel senso che ogni funzione dipendente dalle altre attraverso la partecipazione di tutte le sue componenti.
II POF, Piano dell'Offerta Formativa, è la modalità dichiarata di come le funzioni dipendono l'uno dall'altra. La comunicazione in tutte le sue forme e per tutti gli scopi resta il baricentro del sistema scuola. Il docente realizza i propri obiettivi, lo studente stabilisce contatti e relazioni e l'organizzazione dà linfa a tutte le sue parti; la progettazione, diventando partecipata, si scrolla di dosso l'inutile bagaglio burocratico per assumere consapevole potenzialità condivisa in una chiara visione delle azioni.
                L'ambiente educativo interno è caratterizzato dalla politica delle vocali: A per autonomia, E per Europa, I per Integrazione, O per Organizzazione, U per Unione fra le azioni interne e quelle esterne.
 
Ubicazione E Bacino D’utenza
 
Il  2° Circolo Didattico di Ercolano “F. Giampaglia” è ubicato alla via Semola,6 nei pressi del casello autostradale di Ercolano, in una zona a ridosso del centro cittadino del rione di “Pugliano”.
I bambini che frequentano il 2° Circolo di Ercolano vivono in prevalenza nel quartiere di Pugliano/Resina, il cui contesto socio-culturale ed economico  è medio basso. Sono presenti famiglie con scarso o inesistente reddito appartenenti alle fasce a massimo rischio di esclusione culturale e sociale. Bassa è l’offerta sul mercato del lavoro che condiziona forme di lavoro nero che investe anche i minori. 
Nelle famiglie è persistente una scarsa motivazione culturale ed una scarsa attenzione da parte dei genitori ai tempi ed alla qualità della vita dei bambini.
Dai monitoraggi effettuati si evince che il 60% dei bambini presenta varie forme di disagio e/o di malessere, che si ripercuotono sulle attività didattiche.
Sono presenti infatti:

  1. Bambini con gravi carenze affettive (lontananza di uno o di entrambi i genitori perché in istituti penitenziari o assenti per lavoro);
  2. Bambini affidati ad altre famiglie;
  3. Bambini che vivono varie forme di sopruso, violenza e/o abusi;
  4. Bambini con diverse forme di disagio: bullismo, aggressività, forme preautistiche;
  5. Bambini con scarsa socializzazione.

 
E’ necessaria quindi una diagnosi precoce e professionale per l’attivazione di strategie educative e didattiche ed interventi mirati ed individualizzati, per il recupero dei bambini sin dalla scuola dell’infanzia.
In assenza di risorse del territorio, la scuola, quale agenzia di aggregazione e di accoglienza più prossima alle famiglie, si propone come :

  1. Luogo di coesione sociale scuola-famiglia-territorio;
  2. Luogo di ricerca per la costruzione dell’identità del bambino nel proprio ambiente di vita;
  3. Luogo di attenzione, valorizzazione e tutela della qualità della vita e dell’ambiente;
  4. Luogo di riconoscimento della propria identità culturale;
  5. Luogo di riconoscimento di altre identità culturali;
  6. Luogo di ricerca per la formazione di un pensiero interculturale.

 


Allegati

Non sono presenti allegati in questa pagina

Contatti