Ecco alcuni pensieri dei nostri alunni sulla Giornata della memoria

Ecco alcuni pensieri dei nostri alunni sulla Giornata della memoria

Oggi venendo a scuola abbiamo osservato che le bandiere erano a mezz’asta. Dopo averne discusso in classe siamo arrivati alla conclusione che erano state messe in questo modo per il “giorno della memoria”, per dare un segnale visibile di lutto e di solidarietà.
Era il 27.01.1945 quando le truppe sovietiche che avanzavano verso Berlino abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Il giorno della memoria serve per non dimenticare l’Olocausto e le persecuzioni subite da tutti i deportati nei lager nazisti ma anche le leggi razziali introdotte in Italia nel 1938 dal regime fascista.
L’insegnante ha letto la testimonianza rilasciata ad un giornale da Pietro Terracina, un sopravvissuto ad Auschwitz ancora vivente, che ci ha fatto rabbrividire. A soli 10 anni il suo maestro lo allontanò da scuola perché ebreo, poi fu deportato su un carro bestiame (64 persone per 6 giorni, in piedi tra i propri escrementi) diretto al campo di concentramento. Terracina racconta che di notte le coperte diventavano lastre di ghiaccio, che non c’era nulla da mangiare, che per bere si raccoglieva la neve con le gamelle (quella fresca un po’ distante dai cadaveri abbandonati sul terreno), che si moriva come mosche e c’era sempre un fetore orribile nel campo, anche perché ai margini del lager si trovavano gigantesche fosse dove i corpi venivano bruciati.
Poi abbiamo ascoltato la toccante canzone scritta nel 1964 da Francesco Guccini intitolata “Auschwitz (canzone del bambino nel vento)”.
Infine per ricordare i 71 anni dalla Shoah abbiamo ritagliato, incollato e colorato il segnalibro della memoria con davanti una frase di Primo Levi e dietro la scritta “mai più” con il fil di ferro.
Classe V C

di Lorenzo Cosentino classe 4 A

Joseph ed io, eravamo compagni di scuola ed anche buoni amici. Appartenevamo a due mondi tanto lontani, lui ebreo, io cristiano cattolico, ma a noi bastava stare insieme.
Joseph era un tipo simpatico, con il suo bel viso aperto e quella strana berretta nera sul capo. La nostra classe la 4^ A era al primo piano di una grande scuola elementare. La mattina facevamo insieme la stessa strada e vedevamo quei soldati alti e dritti come alberi. Eravamo felici di ridere, correre e giocare.
Ma una mattina le cose cambiarono: Joseph, non percorse la strada con me e non lo rividi mai più. Avevo sentito dire che, gli ebrei, erano stati portati lontano, in un luogo chiamato “campo di concentramento”. Non ci capivo niente, sapevo soltanto che Joseph mi mancava molto. Passarono alcuni anni, ero diventato un uomo, e un giorno rividi Miriam, la sorella di Joseph; ci abbracciammo forte, ma Joseph non c’era. Miriam mi disse che era morto nel campo di concentramento insieme ai suoi genitori e lei si era miracolosamente salvata. Ci abbracciammo ancora più forte, piangemmo insieme e pensai che mai più, ma proprio mai più, sarebbe dovuta accadere una tragedia tanto grande.

 

Anche quest’ anno abbiamo voluto riflettere sul giorno della memoria,che viene celebrato il 27 Gennaio. Commemorarlo serve a non dimenticare le sofferenze di quel terribile momento della storia dell’umanità quando tutti i diritti umani vennero calpestati. Non dimenticare serve per saper scegliere di evitare nuove sofferenze ,oggi, ad altri popoli e ad altre persone in qualsiasi parte del mondo. Abbiamo fatto un lavoro di gruppo intrecciando i diritti umani fondamentali e una bellissima poesia di P. Friedmann intitolata “La farfalla” simbolo della speranza di libertà.    di classe 3 A

 

di Camilla Froncillo 4 A

“ Shoah” significa “sterminio del popolo ebraico”.
In Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945, i Tedeschi deportarono ed uccisero tutti gli Ebrei perché credevano di essere una razza superiore. In realtà gli Ebrei erano odiati per il loro potere e le loro ricchezze . Ogni anno si celebra il 27 gennaio il “ Giorno della Memoria”, perché in quel giorno del 1945 gli Ebrei furono liberati dai campi di concentramento.

di Alessia Somma 5 E

La Shoah è
riflettere e pensare.
La Shoah
per fortuna è andata via.

La Shoah è
i bambini torturati dai vicini
La Shoah è una sconfitta
per la guerra brutta e ricca.

La Shoah ci fa pensare
chi vuole il mondo può cambiare
e con amore trasformare .